Supporto smartphone per la visualizzazione del blog

Accedere ai contenuti dei blog tramite dispositivi smartphone con una visualizzazione adeguata risulta spesso complicato a causa dei vari layout non sempre ottimizzati.
L’installazione del plugin WPtouch nella configurazione del blog risolve questo problema rendendo leggibili i contenuti con un layout custom.
Anche la lettura del blog NoLabNoPartY.com risulta più semplice e compatibile con i device touch mobile più diffusi: iPhone, iPod touch, Android e BlackBerry Storm.
Effettuare lo shutdown completo della struttura VMware vSphere 4

Se, ad esempio, per una manutenzione della linea elettrica della stabile il tempo stimato per il completamento dei lavori va oltre la capacità dell’UPS o per un semplice trasloco, sorge la necessità di effettuare lo shutdown completo dell’intera infrastruttura virtuale.
La procedura, anche se non complicata, richiede degli step ben precisi per evitare che si presentino degli imprevisti dagli effetti potenzialmente minacciosi per la funzionalità della rete. Se fossero presenti 10 host nella struttura e venisse fatto uno shutdown scriteriato, oltre a rischiare di mandare in palla la funzionalità, come facciamo a sapere in quale host risiede vCenter? Li dobbiamo analizzare uno alla volta… non è decisamente un buon approccio.
Installare Cacti + Plugin Nagios su CentOS 5.x

Una volta che la rete è dotata di un sistema di monitoraggio tipo Nagios, un tocco in più può essere dato al sistema dotandolo di una interfaccia grafica che rappresenti i dati raccolti in forma di grafici.
In questo modo è più semplice generare della reportistica chiara e leggibile da sottoporre a personale non necessariamente tecnico.
1. REQUISITI
Per seguire questa procedura di installazione è richiesta la disponibilità di un sistema Nagios configurato e operativo (per installare Nagios fare eventualmente riferimento al post “Nagios + NagiosQL”).
Creazione automatica delle home directory di proFTPd tramite proFTPd Administrator

Come precedentemente visto nell’articolo dedicato alla configurazione di un sistema FTP tramite proFTPd e proFTPd Administrator, le home directory dei nuovi utenti definiti devono essere create manualmente.
Per automatizzare la procedura di creazione delle home directory tramite l’interfaccia web, è necessario l’utilizzo di uno script che abbia un accesso con permessi di root al sistema. Ovviamente non è opportuno far girare il web server con l’utente root per non compromettere l’intera sicurezza del sistema.
Tramite il comando sudo è possibile eseguire lo script mantenendo il fattore sicurezza invariato. Per utilizzare questa soluzione è necessario editare il file /etc/sudoers per inserire le definizioni richieste.
Join di macchine Linux in un dominio Active Directory

Trovare nelle reti moderne un mix di sistemi con OS Windows e Linux è una situazione ormai comune ed è determinata dalle esigenze sempre più varie di servizi forniti da un ambiente o dall’ altro.
Se la topologia di rete è basata su Active Directory, sorge la necessità di agganciare anche le macchine in Linux nel dominio per permettere l’accesso alle risorse e ai servizi di rete presenti in modo centralizzato.
Per effettuare l’operazione in modo semplice e veloce, è disponibile un tool open source che permette di integrare sistemi Linux, Unix e Mac con Microsoft Active Directory. Si tratta di Likewise Open. L’installazione è semplice e veloce e permette in pochi passaggi di effettuare l’operazione di join al dominio.
Estendere la partizione di un Server Windows 2008 R2 con diskpart in VMware vSphere

Lavorando in ambiente virtuale VMware vSphere (ma il concetto è valido anche per altri sistemi), la gestione delle risorse implica l’applicazione di alcuni criteri specialmente nella configurazione dello spazio disco destinato alle virtual macine.
Assegnare, ad esempio, un disco da 50 GB ad un server che ne utilizza a regime solo 10 GB, è evidente che questo comporta uno spreco di spazio nello storage che potrebbe rivelarsi critico man mano che il numero di virtual machine cresce. Cosa molto facile quando si utilizza questa tecnologia.
Modificare la directory di download di VMware Update Manager

Quando vengono rilevati nuovi aggiornamenti delle categorie specificate nelle baseline in vCenter Server, il servizio vSphere Update Manager scarica gli update nella directory specificata durante la procedura di installazione.
Capita comunque che per esigenze di spazio disco o altro, è necessario modificare la directory di download. Reinstallare l’applicazione Update Manager permette di specificare la nuova directory di destinazione per gli aggiornamenti ma questo comporta ripetere l’intera operazione di installazione. Fortunatamente non è necessario rifare l’installazione poichè è possibile effettuare la modifica manualmente.
1. PROCEDURA
Per modificare la directory di download, procedere nel modo seguente:
Il servizio VMware vCenter Server non si riavvia dopo il reboot del server

Se VMware vCenter Server e il database sono installati sulla stessa macchina, effettuando un’operazione di reboot i servizi VMware VirtualCenter Server e VMware VirtualCenter Management Webservices potrebbero non avviarsi.
Questo comporta che tramite vSphere Client non è possibile connettersi a vCenter e questo è un problema per la gestione dell’infrastruttura vSphere. Anche il servizio vCenter Service Status che monitora lo stato dell’hardware del sistema è influenzato da questa situazione e quindi non è operativo.
Il problema si manifesta quando si effettua il reboot del computer sul quale è installato vCenter Server: avviando vSphere Client non è possibile connettersi al server. Analizzando l’Event Viewer viene segnalato l’errore relativo al Virtual Center:
Aggiungere un disco ad una VMware machine Linux

Lavorando in ambiente virtuale con prodotti VMware, la gestione dello spazio sullo storage è un aspetto fondamentale della gestione delle risorse disponibili.
Il pianificare senza un certo criterio l’assegnazione dello spazio disco ad una virtual machine, può comportare l’insorgere di problemi legati alla capacità dello storage con conseguenze imprevedibili sulla gestione globale del sistema. Inutile sottolineare che saturare lo storage significa il dover investire pesantemente delle risorse economiche che potrebbero essere non disponibili nel budget.
Aggiungere dei dischi in un ambiente virtuale, è un’operazione che richiede pochi passaggi e soprattutto richiede poco tempo per la sua implementazione. Per la creazione di nuove virtual machine è opportuno utilizzare uno spazio minimo necessario per il normale funzionamento del sistema con la possibilità estendere lo spazio disponibile aggiungendo dei dischi addizionali.
Migrare Eset ERAS alla versione 3.x in Windows 2008

Con l’uscita di versioni più aggiornate di un software in produzione, la necessità di aggiornare il sistema diventa quasi un obbligo quando il supporto tecnico e gli aggiornamenti vengono dismessi.
Nel campo della sicurezza informatica, soprattutto con prodotti che si occupano di antivirus, è importante che il supporto e gli aggiornamenti siano sempre disponibili per limitare al minimo la perdita di dati. Non è opportuno utilizzare un software di antivirus non più supportato e aggiornato. E’ chiaro che in ambito aziendale un processo di migrazione ha un impatto globale sulla rete e deve essere attentamente pianificato.
Nel caso di ERAS, la procedura di aggiornamento rispecchia quasi un’installazione normale con la differenza che i dati (configurazione + dati) contenuti nel vecchio database devono essere migrati in quello nuovo.
