<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>NoLabNoPartY.com &#187; sicurezza</title> <atom:link href="http://nolabnoparty.com/tag/sicurezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://nolabnoparty.com</link> <description></description> <lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 06:00:00 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Mettere in sicurezza il logon di Windows 7</title><link>http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-il-logon-di-windows-7/</link> <comments>http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-il-logon-di-windows-7/#comments</comments> <pubDate>Mon, 22 Feb 2010 06:58:59 +0000</pubDate> <dc:creator>P@olo</dc:creator> <category><![CDATA[tips]]></category> <category><![CDATA[windows 7]]></category> <category><![CDATA[ctrl+alt+delete]]></category> <category><![CDATA[logon]]></category> <category><![CDATA[rete]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category><guid isPermaLink="false">http://nolabnoparty.com/2010/02/22/mettere-in-sicurezza-il-logon-di-windows-7/</guid> <description><![CDATA[Il logon è l’aspetto principale per la connessione ad una rete. Una volta effettuata l’autenticazione è possibile accedere a tutte le risorse di rete per le quali abbiamo i diritti....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px auto 5px; display: block; float: none; border: 0px;" title="logon1" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/08/logon1.jpg" border="0" alt="logon1" width="602" height="202" /></p><p>Il logon è l’aspetto principale per la connessione ad una rete. Una volta effettuata l’autenticazione è possibile <strong>accedere a tutte le risorse</strong> di rete per le quali abbiamo i diritti.</p><p>Un account che possiede i diritti di amministratore, ad esempio, ha l’accesso pieno a tutta la rete con la possibilità non solo di <strong>accedere a dati</strong> potenzialmente sensibili (a parte la regolamentazione sul discorso della privacy) ma anche di poter <strong>modificare i parametri</strong> della rete stessa con il rischio di comprometterne la funzionalità.</p><p>Mettere in sicurezza la fase di logon alla rete è quindi un aspetto importante per impedire l’accesso a persone non autorizzate.</p><p><span id="more-1400"></span></p><p><strong>Virus o Trojan</strong> possono essere installati sulla macchina da potenziali hackers in modo da visualizzare una finta schermata iniziale di logon di Windows 7 in modo di registrare lo username e la password. A questo punto la <strong>sicurezza è compromessa</strong>.</p><p>Tuttavia è possibile configurare Windows 7 in modo da forzare l’utente a premere la combinazione <strong>Ctrl+Alt+Delete</strong> per accedere al logon effettivo. Questo assicura che la schermata di logon che appare sia quella autentica.</p><p><strong>1. PROCEDURA</strong><br /> Per impostare questa funzione sono richiesti solo pochi passaggi:</p><p>- Premere <em>Windows Logo+R</em> sulla tastiera per visualizzare la finestra di <strong>Run</strong>.</p><p>- Digitare <strong><span style="color: #ff0000;">control userpasswords2</span></strong> e fare click su <strong>OK</strong>.</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="logon2" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/logon2.jpg" border="0" alt="logon2" width="416" height="215" /></p><p>- Viene visualizzata la finestra <em>User Accounts</em>. Selezionare <strong>Advanced</strong>.</p><p>- Attivare l’opzione <span style="color: #ff0000;"><strong>Require users to press Ctrl+Alt+Delete</strong></span> cliccando sul <em>check box</em>.</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="logon3" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/logon3.jpg" border="0" alt="logon3" width="476" height="513" /></p><p>- Cliccare su <strong>OK</strong>.</p><p>Il <strong>risultato</strong> che si ottiene all’avvio di Windows 7 è che per poter effettuare il logon viene adesso richiesta la pressione della combinazione dei tasti <em>Ctrl+Alt+Delete</em>:</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="logon4" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/logon4.jpg" border="0" alt="logon4" width="453" height="84" /></p><p>A questo punto possiamo effettuare il logon ed accedere alla rete in sicurezza.</p><p><img class="alignnone" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/images/firma.jpg" alt="" width="180" height="76" /></p><h2  class="related_post_title">Hai già letto questi articoli?</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://nolabnoparty.com/autenticazione-in-windows-7-con-sistemi-nas/" title="Autenticazione in Windows 7 con sistemi NAS">Autenticazione in Windows 7 con sistemi NAS</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/setup-di-ossec-log-analyzer-su-centos-5/" title="Setup di OSSEC (log analyzer) su CentOS 5">Setup di OSSEC (log analyzer) su CentOS 5</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/autenticazione-tramite-public-key-in-linux/" title="Autenticazione tramite Public key in Linux">Autenticazione tramite Public key in Linux</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/rights-management-service-introduzione/" title="Rights Management Service: introduzione">Rights Management Service: introduzione</a></li></ul>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-il-logon-di-windows-7/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Setup di OSSEC (log analyzer) su CentOS 5</title><link>http://nolabnoparty.com/setup-di-ossec-log-analyzer-su-centos-5/</link> <comments>http://nolabnoparty.com/setup-di-ossec-log-analyzer-su-centos-5/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 06:15:00 +0000</pubDate> <dc:creator>P@olo</dc:creator> <category><![CDATA[applications]]></category> <category><![CDATA[linux]]></category> <category><![CDATA[network monitoring]]></category> <category><![CDATA[security]]></category> <category><![CDATA[accessi]]></category> <category><![CDATA[log analyzer]]></category> <category><![CDATA[monitor]]></category> <category><![CDATA[ossec]]></category> <category><![CDATA[privacy]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category><guid isPermaLink="false">http://paolosblog.wordpress.com/?p=435</guid> <description><![CDATA[Monitorare gli accessi ai sistemi informatici è un requisito fondamentale per assicurare il più alto elevato standard di sicurezza della rete. Inoltre dovuto alla recente variazione del garante sulla legge...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px auto 5px; display: block; float: none; border-width: 0px;" title="ossec1" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/08/ossec1.jpg" border="0" alt="ossec1" width="602" height="202" /></p><p>Monitorare gli accessi ai sistemi informatici è un requisito fondamentale per assicurare il più alto elevato standard di sicurezza della rete. Inoltre dovuto alla recente variazione del garante sulla <em>legge della privacy</em> che, dopo qualche posticipo, è entrata ufficialmente in vigore il <em><strong>15 Dicembre 2009</strong></em>, agli amministratori di sistema è stata ulteriormente complicata la vita, come se questa non lo fosse già abbastanza…</p><p>Come prevede la normativa, bisogna registrare i <strong>log di accesso</strong> ai sistemi ed assicurare <strong>l&#8217;integrità dei file</strong> di sistema marcandoli temporalmente conservando il tutto per <strong>almeno sei mesi</strong>.</p><p>Tra le varie offerte disponibili sul mercato, la scelta è caduta su un software open source su piattaforma Linux chiamato <a title="ossec homepage" href="http://www.ossec.net" target="_blank">OSSEC</a>, un software IDS molto valido che risponde ai requisiti di legge ed è approvato dal Garante.</p><p><span id="more-435"></span> <img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec2" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec21.jpg" border="0" alt="ossec2" width="600" height="310" /></p><p><strong>1. PREREQUISITI<br /> </strong>Partendo dalla configurazione minima di <strong>CentOS 5.x</strong>, sono richiesti alcuni package aggiuntivi da installare per il corretto funzionamento. Tramite il comando <em>yum</em> andiamo ad installare i package richiesti:</p><p><span style="color: #000080;"># yum install gcc glibc make which mysql-devel mysql-server httpd mod_ssl php<br /> </span><span style="color: navy;"># chkconfig httpd on<br /> </span><span style="color: navy;"># chkconfig mysqld on</span></p><p><strong>2. INSTALLAZIONE<br /> </strong>Dal sito <em>www.ossec.net</em> si effettua il download dell&#8217;applicazione <strong>OSSEC-HIDS-2.3</strong>. OSSEC nel suo normale funzionamento salva i dati su file ma conviene appoggiarsi ad un database (sono supportati attualmente mySQL e postgreSQL) soprattutto se ci sono diversi server da monitorare e si vuole centralizzare il tutto.</p><p>L&#8217;abilitazione al supporto database (mySQL nel nostro caso) deve essere fatta durante l’installazione:</p><p><span style="color: #000080;"># tar -zxvf ossec-hids-2.3<br /> </span><span style="color: navy;"># cd ossec-hids-2.3/src<br /> </span><span style="color: navy;"># make setdb</span></p><p><span style="color: navy;"><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec3" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec31.jpg" border="0" alt="ossec3" width="600" height="117" /> </span></p><p><span style="color: #000080;"># cd ..<br /> </span><span style="color: navy;"># ./install.sh</span></p><p>Lanciata la procedura di installazione, selezionare la tipologia di installazione e i parametri che si vogliono configurare. L’applicazione viene installata in <em>/var/ossec</em>.</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec4" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec41.jpg" border="0" alt="ossec4" width="600" height="213" /></p><p><strong>3. INSTALLAZIONE DELLA WEB GUI<br /> </strong>Per installare l’interfaccia web di OSSEC, procedere in questo modo:</p><p><span style="color: #000080;"># wget http://www.ossec.net/files/ui/ossec-wui-0.3.tar.gz<br /> </span><span style="color: navy;"># tar -zxvf ossec-wui-0.3.tar.gz<br /> </span><span style="color: navy;"># mv ossec-wui-0.3 /var/www/html/ossec-wui</span></p><p><span style="color: navy;"><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec5" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec51.jpg" border="0" alt="ossec5" width="600" height="44" /> </span></p><p>Eseguire lo script di configurazione dell&#8217;interfaccia web:</p><p><span style="color: #000080;"># cd /var/www/html/ossec-wui<br /> </span><span style="color: navy;"># ./setup.sh</span></p><p>Impostare lo username (apache nell&#8217;esempio) e la password.</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec6" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec61.jpg" border="0" alt="ossec6" width="600" height="162" /></p><p>Aggiungere l’utente impostato precedentemente (apache) al gruppo ossec:</p><p><span style="color: #000080;"># vi /etc/group</span></p><p><em>ossec:x:500:apache</em></p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec7" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec71.jpg" border="0" alt="ossec7" width="600" height="137" /></p><p>Impostare i permessi per la directory <em>/var/ossec/tmp</em>:</p><p><span style="color: #000080;"># cd /var/ossec<br /> </span><span style="color: navy;"># chmod 770 tmp/ -R<br /> </span><span style="color: navy;"># chown ossec:apache tmp/ –R</span></p><p><span style="color: navy;"><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec8" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec81.jpg" border="0" alt="ossec8" width="600" height="233" /> </span></p><p>Riavviare Apache:</p><p><span style="color: #000080;"># service httpd restart</span></p><p><strong>4. CONFIGURAZIONE<br /> </strong>Importante da ricordare che se tra il server e l’agent è presente un firewall, la comunicazione di OSSEC avviene attraverso la porta <strong>UDP 1514</strong>.</p><p>Tramite il comando <em>/var/ossec/bin/./manage_agent</em> si creano gli agent dei server che saranno monitorati. Per procedere con la definizione degli agent:</p><p><span style="color: #000080;"># cd /var/ossec/bin/<br /> </span><span style="color: navy;"># ./manage_agents</span></p><ul><li>Selezioniamo <strong>A</strong> per aggiungere un agent</li><li>Definiamo un nome dell’agent: srv-service-lab</li><li>Definiamo l’IP: 172.16.21.200</li><li>Definiamo l’ID: 001</li><li>Confermiamo digitando <strong>Y</strong></li></ul><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec9" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec91.jpg" border="0" alt="ossec9" width="600" height="334" /></p><p>Successivamente è necessario estrarre la chiave per configurare l’agent nell’host desiderato (<em>srv-service-lab</em> nell’esempio).</p><ul><li>Selezioniamo <strong>E</strong> per estrarre la chiave per l’agent</li><li>Specifichiamo l’ID dell’agent da configurare</li><li>Questa chiave andrà copiata dove richiesto durante l’installazione dell’agent</li></ul><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec10" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec101.jpg" border="0" alt="ossec10" width="600" height="106" /></p><p><strong>5. ABILITARE IL SUPPORTO DATABASE<br /> </strong>Se si intende inviare i log al database, è necessario specificarlo prima di effettuare l&#8217;installazione quindi prima di lanciare lo script <em>install.sh</em>:</p><p><span style="color: #000080;"># cd ossec-hids-2.3/src<br /> </span><span style="color: navy;"># make setdb<br /> </span><span style="color: navy;"># cd ..<br /> </span><span style="color: navy;"># ./install.sh</span></p><p>Dopo che l&#8217;installazione è terminata, abilitare il database:</p><p><span style="color: #000080;"># /var/ossec/bin/ossec-control enable database</span></p><p><span style="text-decoration: underline;">Configurare MySQL</span></p><p><span style="color: #000080;"># mysql -u root -p</span></p><p><span style="color: navy;">mysql&gt; create database ossec;<br /> </span><span style="color: navy;">mysql&gt; grant INSERT,SELECT,UPDATE,CREATE,DELETE,EXECUTE on ossec.* to ossecuser@localhost;<br /> </span><span style="color: navy;">mysql&gt; set password for ossecuser@localhost=PASSWORD(&#8216;password!&#8217;);<br /> </span><span style="color: navy;">mysql&gt; flush privileges;<br /> </span><span style="color: navy;">mysql&gt; quit</span></p><p>Effettuare il download dello schema e importarlo nel database creato:</p><p><span style="color: #000080;"># wget</span> <span style="color: #000080;">http://www.ossec.net/files/other/mysql.schema<br /> </span><span style="color: #000080;"># mysql -u root -p ossec &lt; mysql.schema</span></p><p><span style="text-decoration: underline;">Configurare OSSEC per inviare gli alerts a MySQL</span></p><p>Nell&#8217;esempio vengono inviati gli alert all&#8217;indirizzo IP <em>192.168.10.30</em>, utilizzando <em>ossecuser</em> come utente.</p><blockquote><p><em>&lt;ossec_config&gt;<br /> </em><em>&lt;database_output&gt;<br /> </em><em>&lt;hostname&gt;<strong>192.168.10.30</strong>&lt;/hostname&gt;<br /> &lt;username&gt;<strong>ossecuser</strong>&lt;/username&gt;<br /> </em><em>&lt;password&gt;<strong>password</strong>!&lt;/password&gt;<br /> &lt;database&gt;<strong>ossec</strong>&lt;/database&gt;<br /> &lt;type&gt;<strong>mysql</strong>&lt;/type&gt;<br /> </em><em>&lt;/database_output&gt;<br /> </em><em>&lt;/ossec_config&gt;</em></p></blockquote><p>Riavviare OSSEC e verificare che non ci siano errori nel log tramite il comando:</p><p><span style="color: #000080;"># cat /var/ossec/logs/ossec.log</span></p><p>Per migliorare la reportistica e le statistiche, molto scarne dell&#8217;interfaccia web di OSSEC, si può utilizzare il prodotto <a title="splunk homepage" href="http://www.splunk.com" target="_blank"><strong>SPLUNK</strong></a> nella sua versione free che consente di avere vari report in un formato grafico più chiaro e leggibile.</p><p>E&#8217; qui riportato un esempio:</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec11" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/03/ossec11.jpg" border="0" alt="ossec11" width="537" height="205" /></p><p>A questo punto non resta che mettere in sicurezza il server di OSSEC per evitare che venga compromesso.</p><p><strong>6. SINCRONIZZARE DATA E ORA<br /> </strong>E&#8217; opportuno che l’ora e la data del server su cui è installato OSSEC siano corretti per salvare i log correttamente.</p><p><span style="color: #000080;"># yum install ntpd</span><br /> <span style="color: #000080;"># ntpdate ntp1.ien.it</span> # Effettuiamo una prima sincronizzazione manuale<br /> <span style="color: #000080;"># chkconfig ntpd on<br /> # service ntpd start</span></p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec12" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec121.jpg" border="0" alt="ossec12" width="600" height="58" /></p><p><strong>7. INSTALLAZIONE DEL CLIENT LINUX<br /> </strong>L’installazione del client è molto semplice ma richiede l’installazione dei <strong>package richiesti</strong> per la compilazione di OSSEC.</p><p><span style="color: #000080;"># yum install gcc make which<br /> # tar –xzvf ossec-hids-2.3.tar.gz<br /> # cd ossec-hids-2.3<br /> # ./install</span></p><p>Lanciata l’installazione, è sufficiente specificare <strong><span style="color: #ff0000;">agent</span></strong> come tipo di installazione.</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec14" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/03/ossec14.jpg" border="0" alt="ossec14" width="600" height="43" /></p><p>Completata l’installazione, eseguire la <strong>configurazione</strong> del client per attivare la connessione  importando la chiave generata dal server:</p><p><span style="color: #000080;"># cd /var/ossec/bin/<br /> # ./manage_agents</span></p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec15" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/03/ossec15.jpg" border="0" alt="ossec15" width="600" height="239" /></p><p>Terminata la configurazione, <strong>riavviare</strong> il daemon OSSEC:</p><p><span style="color: #000080;"># service ossec restart</span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">TROUBLESHOOTING</span></span></strong></span></p><p><span style="color: #000000;">1. OSSEC riporta un agent come non connesso.</span></p><p><span style="color: #000000;">Dopo aver verificato che l&#8217;agent nel server da verificare è in <strong>modalità running</strong> (nel caso effettuare un <strong>restart</strong> del servizio), è necessario rimuovere l&#8217;ID del server dalla coda di OSSEC:</span></p><p><span style="color: #000080;"># cd /var/ossec/queue/rids</span><br /> <span style="color: #000000;"><span style="color: #000080;"># rm 002</span> (<em>nel caso l&#8217;ID del server da rimuovere corrisponda a 002</em>)</span><br /> <span style="color: #000080;"># service ossec restart</span></p><p><span style="color: #000080;"><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ossec13" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ossec131.jpg" border="0" alt="ossec13" width="600" height="158" /> </span></p><p>Fatta questa semplice procedura, l&#8217;interfaccia web di ossec dovrebbe segnalare l&#8217;agent del server come connesso.</p><p><img class="alignnone" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/images/firma.jpg" alt="" width="180" height="76" /></p><h2  class="related_post_title">Hai già letto questi articoli?</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://nolabnoparty.com/monitorare-as400-con-nagios-in-centos/" title="Monitorare AS/400 con Nagios in CentOS">Monitorare AS/400 con Nagios in CentOS</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/monitorare-server-esxi-con-nagios-tramite-plugin-check_esx-su-centos/" title="Monitorare server ESX(i) con Nagios tramite plugin check_esx su CentOS">Monitorare server ESX(i) con Nagios tramite plugin check_esx su CentOS</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/configurare-il-servizio-snmp-in-windows-2008-r2/" title="Configurare il servizio SNMP in Windows 2008 R2">Configurare il servizio SNMP in Windows 2008 R2</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/aggiornare-ossec-log-analyzer-alla-versione-2-5-1/" title="Aggiornare OSSEC (log analyzer) alla versione 2.5.1">Aggiornare OSSEC (log analyzer) alla versione 2.5.1</a></li></ul>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://nolabnoparty.com/setup-di-ossec-log-analyzer-su-centos-5/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Autenticazione tramite Public key in Linux</title><link>http://nolabnoparty.com/autenticazione-tramite-public-key-in-linux/</link> <comments>http://nolabnoparty.com/autenticazione-tramite-public-key-in-linux/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 Jul 2008 08:38:32 +0000</pubDate> <dc:creator>P@olo</dc:creator> <category><![CDATA[linux]]></category> <category><![CDATA[security]]></category> <category><![CDATA[autenticazione]]></category> <category><![CDATA[login]]></category> <category><![CDATA[pki]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category> <category><![CDATA[ssh]]></category><guid isPermaLink="false">http://paolosblog.wordpress.com/?p=162</guid> <description><![CDATA[Un ulteriore modo per rafforzare la sicurezza di un sistema Linux contro accessi non autorizzati è l&#8217;utilizzo della chiave pubblica (public key) durante la fase di login. L’utilizzo delle PKI...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px auto 5px; display: block; float: none; border: 0px;" title="public-key1" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/08/publickey1.jpg" border="0" alt="public-key1" width="602" height="202" /></p><p>Un ulteriore modo per rafforzare la sicurezza di un sistema Linux contro accessi non autorizzati è l&#8217;utilizzo della <strong>chiave pubblica</strong> (public key) durante la fase di login. L’utilizzo delle PKI è la soluzione attualmente più efficacie su cui si basano le protezioni e le autenticazioni dei sistemi che necessitano standard di sicurezza molto elevati.</p><p><em><span style="color: #000080;">Vantaggi </span></em></p><ul><li>Elevato grado di sicurezza nel processo di autenticazione.</li><li>Solo gli utenti con la chiave corretta possono autenticarsi nel sistema.</li><li>Ogni chiave può essere protetta da password (ulteriore protezione).</li></ul><p><em><span style="color: #000080;">Svantaggi</span></em></p><ul><li>Senza la giusta chiave non c&#8217;è modo di autenticarsi e quindi di accedere al sistema.</li><li>La gestione delle chiavi può risultare laboriosa.</li></ul><p><span id="more-162"></span></p><p><strong>1. PROCEDURA</strong></p><p>- generare la coppia di chiavi pubblica e privata.<br /> <span style="color: #000080;"># ssh-keygen -t rsa</span></p><p>La <em>chiave privata</em> viene salvata nel file <strong>id_rsa</strong>.<br /> La <em>chiave pubblica</em> viene salvata nel file <strong>id_rsa.pub</strong>.</p><p>- creare la directory nascosta .ssh nella home user.<br /> <span style="color: #000080;"># mkdir ~/.ssh</span></p><p>- copiare la chiave pubblica nel file authorized_keys.<br /> <span style="color: #000080;"># cat id.rsa.pub &gt; ~/.ssh/authorized_keys</span></p><p>- impostare i permessi sul file per evitare che altri utenti possano leggere i dati della chiave.<br /> <span style="color: #000080;">#chmod go-w ~/<br /> # chmod 700 ~/.ssh<br /> # chmod go-rwx ~/.ssh</span></p><p>- editare il file sshd_conf (deve essere effettuato come root).<br /> <span style="color: #000080;"># su -<br /> # vi /ets/ssh/sshd_conf</span></p><p>- identificare e modificare i parametri come indicato.</p><blockquote><p>PubkeyAuthentication         yes<br /> AuthorizedKeysFile              .ssh/authorized_keys<br /> PasswordAuthentication     no</p></blockquote><p>- riavviare il servizio ssh per attivare la nuova configurazione<br /> <span style="color: #000080;"># service sshd restart</span></p><p>Una volta effettuato il restart del servizio ssh, l&#8217;unico modo per effettuare un login remoto è tramite l&#8217;utilizzo delle chiavi generate.</p><p>Per generare la chiave pubblica e privata è possibile utilizzare anche altri tools come ad esempio <a title="download puttygen" href="http://www.chiark.greenend.org.uk/~sgtatham/putty/download.html" target="_blank">puttygen</a>, membro della famiglia <strong>puTTY</strong> e soggetto a licenza MIT compatibile con la GNU GPL.</p><p><img style="display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px; border: 0px;" title="firma" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/images/firma.jpg" border="0" alt="firma" width="180" height="76" /></p><h2  class="related_post_title">Hai già letto questi articoli?</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-un-sistema-linux/" title="Mettere in sicurezza un sistema Linux">Mettere in sicurezza un sistema Linux</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/kitty-un-alternativa-al-client-putty-per-windows/" title="KittY un&#8217; alternativa al client PuttY per Windows">KittY un&#8217; alternativa al client PuttY per Windows</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/visualizzare-il-nome-utente-in-una-pagina-web-con-iis-7-5-in-windows-2008/" title="Visualizzare il nome utente in una pagina web con IIS 7.5 in Windows 2008">Visualizzare il nome utente in una pagina web con IIS 7.5 in Windows 2008</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-il-logon-di-windows-7/" title="Mettere in sicurezza il logon di Windows 7">Mettere in sicurezza il logon di Windows 7</a></li></ul>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://nolabnoparty.com/autenticazione-tramite-public-key-in-linux/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rights Management Service: introduzione</title><link>http://nolabnoparty.com/rights-management-service-introduzione/</link> <comments>http://nolabnoparty.com/rights-management-service-introduzione/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 Jul 2008 10:26:11 +0000</pubDate> <dc:creator>P@olo</dc:creator> <category><![CDATA[windows]]></category> <category><![CDATA[active directory]]></category> <category><![CDATA[ntfs]]></category> <category><![CDATA[rms]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category> <category><![CDATA[sql]]></category><guid isPermaLink="false">http://paolosblog.wordpress.com/?p=87</guid> <description><![CDATA[L&#8217;aspetto della sicurezza dei dati aziendali è ormai recepito come un fattore vitale per il business svolto anche dalle persone predisposte ad autorizzare &#8220;spese informatiche&#8221; che spesso non hanno un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px auto 5px; display: block; float: none; border: 0px;" title="rms-intro1" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/08/rmsintro1.jpg" border="0" alt="rms-intro1" width="602" height="202" /></p><p>L&#8217;aspetto della sicurezza dei dati aziendali è ormai recepito come un fattore vitale per il business svolto anche dalle persone predisposte ad autorizzare &#8220;spese informatiche&#8221; che spesso non hanno un bagaglio tecnico adeguato alle spalle. La sicurezza di una rete non deve essere curata solo ed unicamente per le intrusioni dall&#8217;esterno, ma la protezione dei documenti da chiunque non sia autorizzato all&#8217;uso è un aspetto generale.</p><p>Nel mercato sono presenti diverse tecnologie per la protezione dei documenti più o meno efficienti, più o meno complesse e più o meno costose. Cosa adottare per l&#8217;azienda <strong>dipende principalmente dalle esigenze</strong> specifiche e anche dalle risorse tecnico/finanziarie disponibili.</p><p><span id="more-87"></span></p><p>Già sul mercato da qualche hanno, Microsoft ha introdotto una soluzione per rafforzare la sicurezza della rete mirata alla protezione dei documenti tramite il servizio <a title="Homepage" href="http://www.microsoft.com/windowsserver2003/technologies/rightsmgmt/default.mspx" target="_blank">Rights Management Service</a> (RMS). RMS introdotto per la versione Windows Server 2003, è una tecnologia per la protezione dei documenti ed e-mail con applicazioni abilitate al servizio RMS per favorire la salvaguardia delle informazioni digitali da un uso non autorizzato.</p><p style="text-align: left;">In Windows Server 2008, RMS è già incluso ed è stato rinominato in <strong>Active Directory Rights Management Services</strong> per riflettere un più alto livello di integrazione con Active Directory.</p><p><strong>1. PERCHE&#8217; RMS</strong></p><ul><li><div>Sistemi basati su ACL ed Encryption come EFS, ad esempio, non sono efficaci se il file viene <strong>spostato dalla partizione NTFS</strong> (copiato su un floppy, CD, USB pen).</div></li><li><div>Documenti protetti con password possono essere facilmente <strong>craccati</strong>.</div></li><li><div>Se assegno i diritti READ ONLY ad un documento, l&#8217;operazione di <strong>copia &amp; incolla</strong> del contenuto in un altro documento non può essere bloccata.</div></li><li>Se il dispositivo che contiene i documenti viene perso o rubato, il contenuto può essere <strong>accessibile</strong> a chiunque.</li><li><div>RMS rende lo scambio della documentazione interna ad un&#8217;azienda più <strong>sicura</strong>.</div></li><li><div>RMS è FIPS compliant.</div></li><li><div>E&#8217; un service che non necessita costi aggiuntivi per la licenza.</div></li></ul><p><strong>2. COSA FA RMS</strong></p><ul><li>Tutti i documenti ed e-mail che si appoggiano a RMS sono criptati.</li><li><strong>La crittografia rimane allegata al file</strong> mentre sistemi come EFS proteggono i documenti solo se fisicamente salvati sulla partizione NTFS.</li><li>A differenza di EFS, RMS <strong>lavora anche con i gruppi AD</strong> per l&#8217;assegnazione dei diritti.</li><li>E&#8217; possibile <strong>assegnare diverse tipologie di protezione</strong> a documenti ed e-mails: read only, modify, copy, print, forwarding, etc.</li></ul><p><strong>3. I LIMITI DI RMS</strong></p><ul><li>In termini di sicurezza, il solo RMS non garantisce il grado più alto di protezione rispetto alla tecnologia PKI, ma scoraggia e rende più complicati eventuali tentativi di intrusione.</li><li>Non protegge i documenti da foto, registrazioni vocali e screen capturing tools diversi da Microsoft.</li></ul><p><strong>4. I REQUISITI<br /> </strong>Per il funzionamento di <strong>RMS server</strong> sono richiesti i seguenti componenti:</p><ul><li>Windows Server 2003</li><li>Active Directory</li><li>SQL server 200x</li><li>ASP.Net</li><li>Message Queuing</li><li>IIS</li><li>RMS server SP2 (solo per la versione 2003, nella versione 2008 è già incluso)</li></ul><p>Per il funzionamento di <strong>RMS client</strong> i requisiti sono i seguenti:</p><ul><li>Office 2003, 2007 Professional &#8211; per pubblicare i documenti (publish)</li><li>Office 2003, 2007 Standard &#8211; per accedere documenti (consume)</li><li>RMS client SP2 (solo per Office 2003)</li><li>RMS add-on (solo per Internet Explorer 6.0) &#8211; permette di accedere ai documenti protetti senza avere Office installato.</li></ul><p>La distribuzione dell&#8217;RMS client può essere effettuata tramite GPOs, SMS o manualmente.</p><p><strong>5. LA TOPOLOGIA RMS<br /> </strong>Il core system è composto da un server RMS (<strong>licensing server</strong>) che gestisce le licenze per effettuare il <em>publishing</em> e <em>consuming</em> (protezione e accesso) dei documenti e un <strong>server SQL</strong> che gestisce i tre database creati da RMS: Configuration, Directory Services e Logging.</p><p><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="rms-intro2" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/rmsintro21.jpg" border="0" alt="rms-intro2" width="339" height="287" /></p><p>La perdita del licensing server non compromette la funzionalità del servizio RMS mentre la perdita o danneggiamento del database RMS comporta un danno talvolta irreversibile nel recupero dei documenti. Per questo motivo è fortemente consigliabile tenere l&#8217;RMS e il database SQL su <strong>server diversi</strong> .</p><p>A seconda della struttura di rete, i licensing server possono essere <strong>distribuiti su varie locazioni</strong> nel caso di linee lente, un workload eccessivo, etc.</p><p>RMS è implementato a <strong>livello di forest</strong> nell&#8217;AD quindi tutti i domini membri possono beneficiare di questo servizio. Due forest possono utilizzare lo stesso servizio RMS stabilendo una <strong>trust relationship</strong>.</p><p><strong>6. NOTE</strong><br /> RMS è molto funzionale, relativamente semplice da implementare e soprattutto è un servizio aggiuntivo che non comporta nessun costo in termini di licenze.</p><p>Per affermare un progetto di questo tipo presso un&#8217;azienda o al management dove implica un &#8220;piccolo&#8221; stravolgimento della rete presente non sempre è un&#8217;impresa semplice. La presentazione deve fare leva sugli aspetti chiave della sicurezza e deve essere supportata da una demo ben fatta in modo da mostrare l&#8217;utilizzo pratico e i benefici per l&#8217;azienda anche a chi tecnicamente non è ferrato. Far cambiare certe abitudini può a volte essere più complicato che implementare un sistema come RMS:-)&#8230;</p><p><img style="display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px; border: 0px;" title="firma" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/images/firma.jpg" border="0" alt="firma" width="180" height="76" /></p><h2  class="related_post_title">Hai già letto questi articoli?</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://nolabnoparty.com/rights-management-service-gestione-del-servizio/" title="Rights Management Service: gestione del servizio">Rights Management Service: gestione del servizio</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/configurare-remote-assistance-in-windows-2008-r2-tramite-gpo/" title="Configurare Remote Assistance in Windows 2008 R2 tramite GPO">Configurare Remote Assistance in Windows 2008 R2 tramite GPO</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/comprendere-le-group-policy-di-active-directory/" title="Comprendere le Group Policy di Active Directory">Comprendere le Group Policy di Active Directory</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/integrare-vmware-esxi-4-1-in-active-directory/" title="Integrare VMware ESXi 4.1 in Active Directory">Integrare VMware ESXi 4.1 in Active Directory</a></li></ul>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://nolabnoparty.com/rights-management-service-introduzione/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Configurare un firewall con IPCop</title><link>http://nolabnoparty.com/configurare-un-firewall-con-ipcop/</link> <comments>http://nolabnoparty.com/configurare-un-firewall-con-ipcop/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Jun 2008 07:31:00 +0000</pubDate> <dc:creator>P@olo</dc:creator> <category><![CDATA[applications]]></category> <category><![CDATA[security]]></category> <category><![CDATA[firewall]]></category> <category><![CDATA[ipcop]]></category> <category><![CDATA[openvpn]]></category> <category><![CDATA[proxy]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category><guid isPermaLink="false">http://paolosblog.wordpress.com/?p=38</guid> <description><![CDATA[IPCop è un ottimo firewall open source basato su Linux Debian custom. La configurazione tipo è possibile reperirla presso il sito ufficiale IPCop dove viene dettagliatamente documentata. Ho trovato molto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px auto 5px; display: block; float: none; border: 0px;" title="ipcop" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/08/ipcop.jpg" border="0" alt="ipcop" width="602" height="202" /></p><p><strong>IPCop</strong> è un ottimo firewall open source basato su Linux Debian custom. La configurazione tipo è possibile reperirla presso il sito ufficiale <a title="IPCop website" href="http://ipcop.org/" target="_blank">IPCop</a> dove viene dettagliatamente documentata.</p><p>Ho trovato molto utili alcune modifiche ed informazioni per customizzare il sistema rendendolo più completo e sicuro.</p><p><strong>1. ACCEDERE A IPCop VIA SSH<br /> </strong>Per accedere al sistema via SSH (tramite l&#8217;utility Putty ad esempio) ricordarsi che IPCop non utilizza la porta standard 22 ma bisogna impostare la <strong>porta 222</strong>.</p><p><span id="more-38"></span></p><p style="text-align: center;"><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ipcop1" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ipcop1.gif" border="0" alt="ipcop1" width="400" height="213" /></p><p><strong>2. CONFIGURAZIONE VIA WEB<br /> </strong>Tramite browser è possibile accedere alla configurazione del sistema IPCop digitando l&#8217;indirizzo<em> https://ip-address:445</em>.</p><p style="text-align: center;"><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="ipcop2" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/02/ipcop2.gif" border="0" alt="ipcop2" width="400" height="170" /></p><p><strong>3. ADD-ONS<br /> </strong>Utili add-ons per completare il sistema IPCop possono essere i seguenti:</p><ul><li><a title="copfilter" href="http://www.copfilter.org/" target="_blank">Copfilter</a> (antivirus, antispam, web filter)</li><li><a title="advanced proxy" href="http://www.advproxy.net/" target="_blank">Advanced proxy</a> (aggiunge autenticazione e altre caratteristiche)</li><li><a title="zerina" href="http://www.zerina.de/" target="_blank">Zerina</a> (OpenVPN)</li><li><a title="block out traffic" href="http://www.blockouttraffic.de/">BlockOutTraffic</a> (blocca il traffico che IPCop lascia passare)</li></ul><p><strong>4. FORZARE L&#8217;UTILIZZO DEL PROXY<br /> </strong>Se il browser dei clients (IE, Firefox, Opera) non viene configurato, l&#8217;accesso a Internet avviene direttamente senza avvalersi del proxy. Questo può rivelarsi non molto utile per motivi di sicurezza, controllo e utilizzo di banda.<br /> In una rete è opportuno che tutti i clients passino per un proxy impedendo la navigazione a Internet se il browser non viene correttamente impostato (manualmente, via GPO, script, etc&#8230;).</p><p>- per forzare i clients ad accedere a Internet tramite il proxy, editare il file:</p><p><span style="color: #000080;"># vi /etc/rc.d/rc.firewall.local</span></p><p>- identificare la voce riportata ed inserire l&#8217;istruzione:</p><p><span style="color: #000080;">## add your &#8216;start&#8217; rules here<br /> # /sbin/iptables -A CUSTOMFORWARD -i <strong>eth0</strong> -o <strong>eth1</strong> -p tcp -m mport &#8211;dports 80,443 -j DROP</span></p><p>dove:<br /> <strong>eth0</strong>= <span style="color: #008000;"><strong>GREEN</strong></span> interface<br /> <strong>eth1</strong>= <span style="color: #ff0000;"><strong>RED</strong></span> interface</p><p>- per caricare la nuova configurazione:</p><p><span style="color: #000080;"># /etc/rc.d/rc.firewall.local reload</span></p><p><strong>5. ZERINA (OpenVPN)<br /> </strong>Se si installa l&#8217;add-on per l&#8217;utilizzo di OpenVPN e si presenta la necessità di modificare manualmente le impostazioni fatte in automatico, bisogna editare il file di configurazione:</p><p><span style="color: #000080;"># vi /var/ipcop/ovpn/server.conf</span></p><p>Ricordarsi che se successivamente vengono fatte delle modifiche tramite interfaccia grafiche, le impostazioni manuali vengono perse.</p><p><strong>6. RAFFORZARE LA SICUREZZA DEL SISTEMA<br /> </strong>Per rafforzare la sicurezza del sistema, si possono adottare alcune soluzioni come già descritte nel precedente articolo &#8220;<em>Mettere in sicurezza un sistema Linux</em>&#8220;.</p><p><img style="display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px; border: 0px;" title="firma" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/images/firma.jpg" border="0" alt="firma" width="180" height="76" /></p><h2  class="related_post_title">Hai già letto questi articoli?</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://nolabnoparty.com/evitare-lo-spamming-dalla-propria-rete/" title="Evitare lo spamming dalla propria rete">Evitare lo spamming dalla propria rete</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/accedere-alla-webmail-http-attraverso-brightmail/" title="Accedere alla WebMail (http) attraverso Brightmail">Accedere alla WebMail (http) attraverso Brightmail</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/configurare-il-comando-yum-dietro-ad-un-proxy/" title="Configurare il comando yum dietro ad un proxy">Configurare il comando yum dietro ad un proxy</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-il-logon-di-windows-7/" title="Mettere in sicurezza il logon di Windows 7">Mettere in sicurezza il logon di Windows 7</a></li></ul>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://nolabnoparty.com/configurare-un-firewall-con-ipcop/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Mettere in sicurezza un sistema Linux</title><link>http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-un-sistema-linux/</link> <comments>http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-un-sistema-linux/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 May 2008 10:27:17 +0000</pubDate> <dc:creator>P@olo</dc:creator> <category><![CDATA[linux]]></category> <category><![CDATA[security]]></category> <category><![CDATA[boot]]></category> <category><![CDATA[fstab]]></category> <category><![CDATA[partizioni]]></category> <category><![CDATA[root]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category> <category><![CDATA[ssh]]></category> <category><![CDATA[su]]></category><guid isPermaLink="false">http://paolosblog.wordpress.com/?p=42</guid> <description><![CDATA[Nessun sistema è sicuro al 100%. E&#8217; possibile però utilizzare alcuni accorgimenti per aumentare il livello di sicurezza e rendere più difficoltosi i tentativi di intrusione. Tra le varie soluzioni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px auto 5px; display: block; float: none; border: 0px;" title="secure-linux1" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/2010/08/securelinux1.jpg" border="0" alt="secure-linux1" width="602" height="202" /></p><p>Nessun sistema è sicuro al 100%. E&#8217; possibile però utilizzare alcuni accorgimenti per aumentare il livello di sicurezza e rendere più difficoltosi i tentativi di intrusione.</p><p>Tra le varie soluzioni possibili, il <strong>limitare i diritti</strong> di accesso alle varie componenti del sistema rende il fattore sicurezza più elevato:</p><p><strong>1. PARTIZIONI<br /> </strong>Quando viene effettuata l&#8217;installazione di un sistema Linux, per rafforzare la sicurezza e stabilità del sistema è utile stabilire uno schema di <strong>partizionamento</strong> adeguato.</p><p>Alcuni suggerimenti da tenere presente riguardano le principali directory che caratterizzano il “core system” del sistema:</p><p><span id="more-42"></span></p><p>- Tenere le partizioni scrivibili dagli utenti separate dal resto, cioè le directories <strong>/home</strong> e <strong>/var</strong>. Queste sono generalmente riempite con i dati degli utenti e dovrebbero essere soggette a &#8220;quota&#8221; per evitare di mandare in crash il server se il file system venisse saturato.</p><p>- Tenere la partizione <strong>/boot</strong> separata. In caso venisse corrotta è sempre possibile effettuare un fall back per fare almeno il boot del kernel. <strong>100 MB</strong> sono OK per questa partizione.</p><p>- La partizione <strong>/tmp</strong> è la più delicata in quanto è scrivibile e accessibile da tutti. Meglio evitare che sia riempita fino a causare il crash del server. <strong>1 GB</strong> dovrebbe essere più che sufficiente per /tmp.</p><p><strong>2) L’UTENTE DI “ROOT</strong>“<br /> Disabilitare il login remoto dell&#8217;account <em><strong>root</strong></em> via SSH rende complicati i tentativi di prendere il controllo del sistema operando in remoto.</p><p>- editare il file:</p><p><span style="color: #000080;"># vi /etc/ssh/sshd.conf</span></p><p>- abilitare e modificare le proprietà elencate con questi parametri:</p><ul><li><span style="color: #000080;">Protocol 2</span></li><li><span style="color: #000080;">PermitRootLogin no</span></li><li><span style="color: #000080;">PermitEmptyPasswords no</span></li></ul><p>In questo modo l&#8217;account root non può effettuare il login tramite una sessione ssh.</p><p><strong>3) IL COMANDO “SU”</strong><br /> Limitare l&#8217;accesso al comando <em><strong>su</strong></em> solo ad alcuni utenti.</p><p>- creare il gruppo admins:</p><p><span style="color: #000080;"># groupadd admins</span></p><p>- modificare l&#8217;ownership:</p><p><span style="color: #000080;"># chown root.admins /bin/su</span></p><p>- modificare i permessi di accesso:</p><p><span style="color: #000080;"># chmod 4750 /bin/su</span></p><p>In questo modo solo l&#8217;utente root e gli utenti membri del gruppo admins posso accedere al comando <strong>su</strong>.</p><p><strong>4) LA PARTIZIONE “TMP”</strong><br /> Limitare i permessi sulla partizione <em><strong>/tmp</strong></em>.</p><p>E&#8217; meglio evitare che degli utenti o potenziali intrusi possano eseguire degli scripts dalla partizione/directory /tmp. Procediamo come segue:</p><p>- editare il file /etc/fstab individuando l&#8217;entry /tmp che dovrebbe essere configurata come default:</p><blockquote><p><span style="color: #000080;">LABEL=/tmp     /tmp     ext3     defaults     1 2</span></p></blockquote><p>- modificare la riga come segue:</p><blockquote><p><span style="color: #000080;">LABEL=/tmp     /tmp     ext3     rw,noexec,nosuid     1 2</span></p></blockquote><p>Sebbene sia ancora possibile accedere sia in lettura che in scrittura, non è più possibile eseguire applicazioni o scripts ed effettuare il suid bits sui file.</p><p><strong>5) FIREWALL<br /> </strong>Con gli accorgimenti fino ad ora adottati, il sistema è un po&#8217; più sicuro e più stabile. Naturalmente se il computer è in rete ed è accessibile anche dall&#8217;esterno, un buon firewall è fortemente consigliato!</p><p><img style="display: inline; border: 0px;" title="firma" src="http://nolabnoparty.com/wp-content/uploads/images/firma.jpg" border="0" alt="firma" width="180" height="76" /></p><h2  class="related_post_title">Hai già letto questi articoli?</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://nolabnoparty.com/autenticazione-tramite-public-key-in-linux/" title="Autenticazione tramite Public key in Linux">Autenticazione tramite Public key in Linux</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/kitty-un-alternativa-al-client-putty-per-windows/" title="KittY un&#8217; alternativa al client PuttY per Windows">KittY un&#8217; alternativa al client PuttY per Windows</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/il-servizio-di-lotus-domino-8-5-x-non-si-avvia-al-boot-di-windows-server-2008-r2/" title="Il servizio di Lotus Domino 8.5.x non si avvia al boot di Windows Server 2008 R2">Il servizio di Lotus Domino 8.5.x non si avvia al boot di Windows Server 2008 R2</a></li><li><a href="http://nolabnoparty.com/resettare-la-password-di-root-in-mysql/" title="Resettare la password di root in mySQL">Resettare la password di root in mySQL</a></li></ul>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://nolabnoparty.com/mettere-in-sicurezza-un-sistema-linux/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using disk: basic
Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 25/80 queries in 0.176 seconds using disk: basic
Object Caching 1600/1707 objects using disk: basic

Served from: nolabnoparty.com @ 2012-02-06 09:15:18 -->
